31/10/1947 – 01/11/1947 | Corriere d'informazione
Picchioni Ernesto, "il mostro di Nerola"
Descrizione
Il 3 maggio 1947 nei pressi di Nerola (Roma) sparisce Alessandro Daddi sulla via Salaria mentre si reca in visita dalla madre. Le indagini evidenziano altre sparizioni di persone, come l'avvocato Pietro Monni scomparso l'anno prima. I sospetti si concentrarono su un contadino, Ernesto Picchioni che viene arrestato e poi «rilasciato qualche giorno dopo in libertà provvisoria, essendo giunto un camion di comunisti di Monterotondo, i quali avevano chiesto con minacce la libertà del loro compagno» (girava infatti voce che Picchioni era stato vicesegretario della sezione comunista di Nerola, da dove era stato espulso e per questo si era iscritto alla sezione di Monterotondo; Il nuovo Corriere della Sera, 29-10-1947). Dopo che la moglie, Angela Lucarelli (34 anni), confessa i delitti del marito (tre omicidi), Picchioli è nuovamente arrestato il 28 ottobre 1947 e sarà conosciuto come "il mostro della Salaria" o "il mostro di Nerola". «Un ultimo raccapricciante particolare: il Picchioni aveva incaricato il figlio Angelo di scavare una buca: "Qui ci metterò te, tua madre, mia madre e le tue sorelle, se parlerete", aveva detto [...] indosso gli è stata trovata una lista di persone che egli voleva uccidere, fra le quali il sindaco liberale di Nerola e il segretario comunale dello stesso paese» (Il nuovo Corriere della Sera, 29-10-1947). «Picchioni fu arrestato mentre, ubriaco, tornava a casa. Nel paese ormai tutti sapevano, e volevano ricorrere al rapido mezzo della giustizia sommaria. I carabinieri hanno dovuto lottare per difendere il Picchioni che, davanti al furore della folla, tremava sbigottito» (Corriere d'informazione, 29/30-10-1947, notte). Dopo l'arresto, Picchioni viene condotto al carcere di Palombara Sabina e infine di Regina Coeli. Nel terreno attorno alla casa di Picchioni vennero ritrovati i corpi di Daddi e Monni, oltre ad altre parti di corpi ormai irriconoscibili. «Nelle carceri l'assassino è stato sottoposto ad un lungo interrogatorio nel corso del quale [...] è emerso che le vittime sarebbero otto: tra queste un sacerdote ed un professionista, barbaramente soppressi nel tragico cascinale» (Corriere d'informazione, 29/30-10-1947, notte). La famiglia venne arrestata per complicità.
Il 9 marzo 1949 inizia il processo alla Corte d'assise di Roma: «il "mostro di Nerola" è apparso nell'aula delle assise di Roma in abito blu scuro con una camicia azzurra che lasciava scorgere il collo vigoroso di contadino ancora abbronzato, dopo un anno e mezzo di detenzione, dal sole. Il volto dell'imputato non aveva alcuna espressione [...] due folte soppracilia velavano il suo sguardo. Con la bocca tagliata nettamente come da un colpo di rasoio» (Corriere d'informazione, 9/10-3-1949, notte).
Il 12 marzo 1949 la Corte d'assise infligge a Picchioni la pena all'ergastolo per l'uccisione dell'avv. Pietro Monni (luglio 1944) e di Alessandro Daddi (maggio 1947) ; la pena è confermata dalla Corte d'assise d'appello il 13 settembre 1954 (Il nuovo Corriere della Sera, 14-9-1954).
Nel 1952 Picchioni non compare dinanzi alla terza sezione della Corte d'assise, per rendere conto di ulteriori due delitti, perché il suo stato mentale non lo consente: «a parere dei sanitari del manicomio criminale dove attualmente si trova, non è in grado di provvedere alla propria difesa» (Corriere d'informazione, 11/12-7-1952, ultima della notte).
Il 28 aprile 1954 inizia un nuovo processo contro Picchioni per l'uccisione di Mario Lucchesi, trovato morto la sera del 10 maggio 1945 al bivio di Collevecchio di Rieti; il processo è stato istruito a seguito di nuove dichiarazioni di un testimone (Antonio Fidanza). «In seguito a istanza del difensore avv. Berlingieri il P,M. ha pregato la Corte di chiedere al carcere di Porto Azzurro la cartella clinica del Picchioni e ai sanitari del manicomio di Reggio Emilia una relazione sullo stato di salute del detenuto» (Corriere d'informazione, 28/29-4-1954, ultima della notte). Il 7 luglio 1954 Picchioni è assolto per insufficienza di prove dall'imputazione per il terzo omicidio.
Il 13 settembre la Corte d'assise d'appello conferma la pena all'ergastolo inflitta il 12 marzo 1949 dalla Corte d'assise.
Estremi cronologici
1947 – 1952
Bibliografia
Giordano Lupi, Serial killer italiani, Cento anni di casi agghiaccianti da Vincenzo Verzeni a Donato Bilancia, Santarcangelo di Romagna, Rusconi, 2022, pp. 111-116
Criminale
Crimini
Pubblicazioni
Note
«Una serie di furti di bestiame e di grosse rapine, che da circa due anni si verificavano nottetempo sulla via Salaria, presso il 47° chilometro, aveva messo in allarme la popolazione e provocato le attive indagini dei carabinieri» (Il nuovo Corriere della Sera, 29-10-1947).
«Il Picchioni nel corso dell'interrogatorio si è vantato di avere in tempo di guerra ucciso due tedeschi "a scopo patriottico", facendo egli parte di un gruppo di partigiani. Tale sua dichiarazione è stata però subito smentita da diversi capi di formazioni partigiane del luogo. Nel frattempo la Federazione provinciale del partito comunista italiano ha inviato un comunicato a vari giornali con il quale precisa che il Picchioni non ebbe mai responsabilità direttive nella sezione di Nerola, né fu mai vicesegretario di essa, fu anzi espulso nel giugno '46 dal partito per indegnità morale» (Corriere d'informazione, 30/31-10-1947, pomeriggio)
«Egli avrebbe confessato di aver ucciso, oltre al Daddi e al Monni, due tedeschi e di averne bruciate le spoglie dopo di averli depredati di quanto avevano indosso. Tutto ciò avvenne, a quanto sembra, durante la ritirata tedesca. I due soldati, recatisi in casa del Picchioni per chiedere aiuto ed abiti borghesi coi quali potersi travestire, sarebbero stati da lui invitati a seguirlo e quindi trucidati» (Il corriere d'informazione, 25/25-11-1947, pomeriggio)
Esemplari

01/11/1947 – 02/11/1947 | Nuova Stampa sera
"La cucina della morte e il martello col quale fu uccisa l'ultima vittima: il Daddi."
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01/11/1947 – 02/11/1947 | Nuova Stampa sera
"La piccola Gabriella e la moglie del «mostro»."
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01/11/1947 – 02/11/1947 | Nuova Stampa sera
"In questo solco il mostro minacciava di seppellire i familiari se avessero svelato la sua criminosa attività."
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10/03/1949 – 11/03/1949 | Corriere d'informazione
"La figlia dell'imputato all'uscita del palazzo di Giustizia."
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12/03/1949 – 13/03/1949 | Corriere d'informazione




