Il caso di Annarella Bracci
Descrizione
Il 18 febbraio 1950 nella borgata romana di Primavalle scompare una bambina di dodici anni, Annamaria Bracci, detta Annarella, che viene ritrovata il 3 marzo dal nonno in un pozzo, morta annegata dopo essere stata colpita da un aggressore che ha tentato di usarle violenza. Dopo alcuni dubbi sul comportamento della madre, Marta Fiocchi, i sospetti si concentrano su un amico di famiglia, Lionello Egidi, su cui emergono notizie di altre molestie su bambini. Egidi viene arrestato il 3 marzo; il sospettato confessa tra il 9 e il 10 marzo durante l’interrogatorio della polizia, poi ritratta in carcere e viene infine è assolto per insufficienza di prove nel processo che si svolge presso la Corte d'assise di Roma dal novembre 1951 al 18 gennaio 1952.
Il tentativo di violenza su un’altra bambina, Anna Maria Mancini, nel giugno 1954 e la relativa condanna a tre anni e sei mesi (il13 agosto 1954, confermata in appello l'11 dicembre 1954) incide nel processo d’appello che finisce, il 28 novembre 1955, con una condanna a 26 anni e 8 mesi, poi ribaltata ancora una volta in Cassazione, tra l’ottobre 1956 e il dicembre 1957.
Nel mese di aprile 1959 termina l’ultimo processo per il caso Bracci presso la Corte d'assise di Firenze: Egidi viene assolto per insufficienza di prove. Egidi verrà in seguito condannato per le violenze commesse su un altro bambino nel 1961 (la sentenza è del 5 maggio 1961, confermata in appello a fine gennaio 1962).
Estremi cronologici
18/02/1950 – aprile 1959
Luogo/i
Roma
Bibliografia
Vittime