Dossier

Il caso Murri

Descrizione
Il 2 settembre 1902 a Bologna, in un’elegante palazzina di via Mazzini 39 (oggi strada Maggiore), è trovato il cadavere del conte Francesco (“Cesco”) Bonmartini, medico e genero del prof. Augusto Murri, noto clinico e medico della Casa Reale. A richiamare l'attenzione è il cattivo odore del corpo in decomposizione proveniente dall'appartamento. Bonmartini, visto per l’ultima volta vivo dalla portiera Teresa Cicognani il 28 agosto, è stato ucciso con un’arma da taglio: ha la carotide recisa e altre dodici coltellate in tutto il resto del corpo. La moglie della vittima, Teodolinda ("Linda") Murri in Bonmartini (figlia del prof. Murri), arrivata da Venezia il 3 settembre insieme ai figli Maria (nata nel 1894) e Giovanni (“Ninetto”, nato nel 1896), fa un inventario delle cose scomparse. Nei primi momenti si ritiene che il movente sia una rapina. Il 4 settembre Linda parte per la Svizzera con i figli, il fratello Tullio e lo zio Riccardo Murri. Autorizzati dalle autorità di Pubblica sicurezza, il 7 settembre i giornali rivelano che cosa è stato rinvenuto sulla scena del crimine: una bottiglia di champagne con due bicchieri e un paio di mutandine femminili, una lettera. Per l’opinione pubblica Bonmartini aveva un’amante che lo ha ucciso. Nello stesso palazzo del delitto le autorità scoprono un appartamento affittato dalla contessa Linda per un tale Luigi Ferrari, commesso viaggiatore, e arredato dal medico Carlo Secchi, amante di Linda. L’11 settembre il prof. Murri convoca il giudice istruttore Augusto Stanzani, che dirige le indagini, e accusa dell'omicidio il figlio Tullio, direttore del periodico socialista “La Squilla” e consigliere provinciale del PSI, che ha confessato l’omicidio in una lettera al padre. Il 12 settembre la contessa Bonmartini Murri rientra a Bologna dalla Svizzera; la sera è arrestata Rosina Bonetti, domestica personale di Linda. Il 13 settembre si costituisce il medico Pio Naldi che dopo essere interrogato per tutta la notte confessa la partecipazione all’omicidio compiuto da Tullio Murri. Il 14 settembre Linda è arrestata perché ritenuta ispiratrice del crimine e portata nelle carceri di San Giovanni in Monte. Il 18 settembre Tullio Murri si consegna alla polizia confinaria di Ala ed è portato a Bologna dove conferma quanto scritto nella lettera inviata al padre. Gli inquirenti ritengono che i mandanti dell’omicidio siano Secchi e Linda. A confermare le deduzioni del magistrato è Teresa (“Tisa”) Bonera Borghi, governante ed ex amante di Secchi. Il 25 giugno 1903 Carlo Sacchi entra nel carcere di San Giovanni in Monte. Nella primavera del 1904 il giudice Stanzani rinvia al giudizio della Corte d’assise di Bologna Tullio Murri, Pio Naldi, Rosina Bonetti, Linda Murri e Carlo Secchi; la Corte d’assise di Bologna passa per legittima suspicione il caso alla Corte d’assise di Cuneo che a sua volta, per motivi di ordine pubblico, la passa a quella di Torino dove il processo inizia l’11 ottobre 1904. Sospeso per lo scioglimento della Camera, il processo ricomincia il 21 febbraio 1905. Linda si era separata legalmente dal marito nel 1899, pur continuando ad avere buoni rapporti. Il processo poco dopo il suo inizio venne trasferito da Bologna a Torino. Tullio fu riconosciuto colpevole con la complicità della sorella Linda e di altri personaggi minori: l'amante di Linda, Carlo Secchi, otorinolaringoiatra e allievo di Augusto (condannato a dieci anni ma che morì nel 1910 di polmonite); Pio Naldi, medico e amico di Tullio afflitto dal vizio del gioco (considerato complice di Tullio Murri e condannato a trent'anni); Rosina Bonetti, la governante di casa Murri-Bonmartini nonché l'amante di Tullio Murri (arrestata quale complice dell'omicidio e condannata per favoreggiamento con pena ridotta a sette anni e mezzo per accertata seminfermità mentale, una volta uscita dal carcere fu rinchiusa in un manicomio). Nel 1906 il Re concede la grazia a Linda (che si trasferirà a Roma con i figli). Nel 1910 Carlo Secchi muore nel penitenziario di Conversano di Bari; nel 1919 Rosina Bonetti muore all’ospedale psichiatrico di Torino. Sempre nel 1919 Tullio Murri esce dal carcere (morirà nel 1930 a Bologna) e Pio Naldi da quello di Civitavecchia.
Estremi cronologici
02/09/1902
Luogo/i
Bologna
Bibliografia
Steffenoni 2016: 38- Anselmi 2016: 13-
Cesre Fiumi, L'Italia in nera. La cronaca nera italiana nelle pagine del Corriere della Sera, Milano, Fondazione Corriere della Sera - Rizzoli, 2006, pp. 13-28
Antonio Vellani, *Le pietre dello scandalo. Dal caso Murri al caso Montesi: cinquant'anni di "gialli del secolo", Mondadori, Milano, 1975, pp. 3-24
Vittime
Frncesco Bonmartini
Criminale
Tullio Murri
Persone coinvolte
Teodolinda ("Linda") Murri in Bonmartini, contessa
Francesco ("Cesco") Bonmartini, conte
Augusto Murri, professore
Teresa Cicognani, portiera del palazzo dove è sito l'appartamento di Francesco Bonmartini
Rosina Bonetti, domestica di Linda Bonmartini e amante di Tullio Murri
Carlo Secchi
Esemplari
Cdi-1955-11-01-unotte-quarta-p5-A
01/11/1955 – 02/11/1955 | Corriere d'informazione

Filippo Saporito

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