Antonietta Longo, una giovane donna di origine siciliana che lavora come domestica a Roma, presso la famiglia Gasparri, viene uccisa il 5 luglio 1955 nei pressi del lago di Albano, vicino a Castel Gandolfo, con 7 coltellate. Il suo cadavere mutilato e senza testa viene ritrovato 5 giorni dopo, e identificato grazie all’orologio Zeus di ora bianco che aveva al posto. Gli esami rivelano che la donna poco prima di morire ha subito un aborto e che le sono state asportate le ovaie, per questo, oltre che per la precisione nella decapitazione, si pensa che l’assassino sia un chirurgo o un macellaio. Si suppone che l’assassino sia l’uomo di cui Longo era innamorata, da cui aspettava un bambino e che pensava di sposare. La donna aveva infatti ritirato pochi mesi prima dalla banca i suoi averi, comprato un biglietto ferroviario per la Sicilia e avvertito i suoi familiari che sarebbe tornata per presentare loro il suo promesso sposo. L’identità dell’uomo rimane però un mistero.