Nel testo che affianca l'immagine è proposta questa riflessione sui casi di errore giudiziario: «A Primavalle, il nostro cronista ha trovato un innocente celebre: Lionello Egidi, che fu a suo tempo ingiustamente conosciuto come il “mostro di Primavalle”. Arrestato sulla base di indizi, l’Egidi aveva confessato per sottrarsi alla continuazione degli interrogatori. L’Italia intera si appassionò al suo caso, quando ritrattò la confessione e fu assolto. Nessuno gli compenserà, tuttavia le sofferenze patite, così come nessuno renderà a Corbisiero, riconosciuto innocente, i 17 anni perduti in carcere. Si possono evitare questi errori? La verità è che, se da una parte non si raccomanderà mai abbastanza la prudenza agli indagatori, dall’altra parte è giusto riconoscere che non viviamo più in una società incapace di correggere gli errori: dal tempo in cui il povero Fornaretto poteva essere condotto al patibolo da una semplice accusa degli sbirri della Serenissima, molti passi avanti sulla strada che garantisce il rispetto della personalità umana sono stati compiuti».