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Mappa dei crimini
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Crimine
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"Il preparatissimo Pubblico Ministero: l'avvocato Tribuzio."
1952
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[...] fu il primo a vedere dalla spalletta del ponte il corpo sommerso
1953
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Annunziata Liberati racconta in qual posizione fu trovato il cadavere della ragazza: bocconi, con le mani a palme in giù. La Polizia ha prima fatto l'ipotesi del suicidio, poi della disgrazia.
N/D
Esemplare
Amélie Rabilloud al processo
1952
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Antonietta Longo aveva confidato il suo fidanzamento alle sue amiche della domenica.
N/D
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Avvocato Luzzani
N/D
Esemplare
Achille Garollo (al centro) con la figlia Adelina e il figlio Aldo
N/D
Esemplare
Avvocato Delitala
N/D
Fascicolo archivistico
Busta Processi vari Virando Vincenzina in Grande (assassinata) Grande Ettore (diplomatico) Rascheeva Vera (2°moglie di Ettore Grande) - Archivio fotografico della Gazzetta del Popolo
N/D
Esemplare
Biglietto autografo di Rina Fort consegnato a un fotografo
ca.
Fascicolo archivistico
Buste Rina Fort - Archivio fotografico Gazzetta del Popolo
N/D
Fascicolo archivistico
Buste Delitti Cavallero Angela Chiabodo Nadir - Archivio fotografico Gazzetta del Popolo
N/D
Fascicolo archivistico
Busta Delitti Virdis Francesco (assassino) - Archivio fotografico Gazzetta del Popolo
N/D
Esemplare
Caterina Fort durante un interrogatorio in questura
dicembre 1946
Esemplare
Caterina Fort come apparì, durante il processo alla Corte d'Assise di Milano, nel gennaio 1950. Vestita di nero, le mani che impugnarono la sbarra coperte da guanti neri. Solo una sciarpa gialla rompeva l'uniformità dell'abbigliamento
1950
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Caterina Fort
N/D
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Caterina Fort scortata dalla polizia
N/D
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Carmelo Pappalardo, padre di Franca
N/D
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Carmelo Pappalardo, padre di Franca, al funerale delle vittime della "strage di San Gregorio"
14/12/1946
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Caterina Fort, la "belva"
02/12/1946
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Da sinistra: Carlo Sacchi, Pia Bellentani e Ada Mantero
1942
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Ecco l'autografo di una lettera in cui Caterina Fort si lamenta per le notizie deformate, pubblicata da alcuni giornali, circa la sua relazione epistolare con il "misterioso" protettore. Nella lettera fra l'altro, è espresso un augurio per il nuovo anno a Fausto Coppi. Sia Bartali che Coppi hanno risposto alla Fort.
N/D
Esemplare
Franca Pappalardo
N/D
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Freda, medico curante di Pia Bellentani
N/D
Esemplare
Funerali delle vittime della "strage di San Gregorio"
14/12/1946
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Folla in via San Gregorio
02/12/1946
Esemplare
Franca Pappalardo
N/D
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Giulia Colombo e Franca Busca, prime compagne della contessa nel carcere di Como
N/D
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Giuseppe Ricciardi
N/D
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Giuseppina Ricciardi
N/D
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Giuseppe Pappalardo, fratello di Franca
N/D
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Giuseppe Benedet, marito di Rina Fort
N/D
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Giovanni Amati, direttore del manicomio criminale di Aversa
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Giovanni Ricciardi
N/D
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Il commissario Piccolo, in collaborazione con Angilella e Jacovacci, scoperse nel 1946 gli assassini di Paola Cecconi. Oggi Piccolo è capo ufficio stampa della Questura di Roma.
N/D
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Il dott. Angilella, uno dei più abili funzionari della Squadra Mobile romana, fa parte del settore omicidi. Angilella raggiunse in una famosa corsa sul tempo l'assassino del professor Floresta mentre si stava per procurare un alibi che forse l'avrebbe salvato
N/D
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Il Presidente delle Assise di Como Obrekar. Egli ha consentito l'intervento all'udienza del prof. Saporito e del dott. Freda.
N/D
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Il tinello di casa Ricciardi
N/D
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Il dott. Taddeo, capo del Commissariato Magenta di Milano agli inizi della sua carriera, scoprì a Padova un omicidio che stava ormai per essere archiviato come suicidio.
N/D
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Il seggiolone di Antonio Ricciardi
N/D
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Il meccanico Mario Piccioni aiutò una notte un giovano sconosciuto a disincagliare una "1900" bloccata sulla spiaggia di Tor Vaianica. Sulla macchina egli avrebbe visto la Montesi.
N/D
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Il volto buono di Rina. Ebbe una giovinezza infelice: amò un suo compaesano che non poté sposare e sposò invece un pazzo.
N/D
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Il volto cattivo. L'astronomo Bendandi sostiene che fenomeni cosmici possono scatenare gli istinti perversi dell'uomo.
N/D
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Il ragazzo Salvatore palazzi fu tra i primi ad accorrere sulla spiaggia di Tor Vaianica nel punto in cui giaceva il corpo inanimato della ragazza.
N/D
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Il signor Emilio Cottet non volle deporre 20 anni fa: ora è pronto a testimoniare
1934
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In questo vialetto, dinanzi all'ingresso del convento, si è svolta la fulminea tragedia tra l'operaio italiano e Suor Denise.
N/D
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Il fascicolo processuale del caso di Rina Fort
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Il fratello di Maria Boccuzzi, Bruno, con la madre Rosa Barreca, nella loro casa di via San Marco 28. I Boccuzzi sono sempre stati una famiglia onesta.
1953
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Il presidente del tribunale mostra il martello con cui Amélie uccise il marito
1952
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I giurati. I giurati al processo: il prof. Maggi e il dott. Pilloni (Como), il rag. Rizzi (Codorago-Como). Sotto: Il maestro Risso (Colico), il geom. Pizzi e l'ing. Ciccardi (Como).
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Jackie Richardson
N/D
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Jean Liger, al centro con il volto coperto
1952
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L'aula di Palazzo Baciocchi dove si terrà il secondo processo Fort per l'appello interposto dai difensori. In questo importante salone la contessa Elisa Baciocchi, sorella maggiore di Napoleone Bonaparte, dava un tempo festose feste da ballo.
N/D
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L'ingegner Caroselli, fratello di Pia Bellentani, attende di deporre al processo
N/D
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Le figlie di Pia Bellentani
N/D
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La sarta milanese Biki con la giornalista Haertter, che la sera della tragedia si trovava a Villa d'Este come inviata di una rivista di moda
N/D
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La banda musicale del manicomio di Aversa
24/12/1951
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La famiglia Fort, in un antico ritratto. Rina, la maggiore, è accanto alla madre. Il padre della Fort morì in un incidente di montagna. La casa fu distrutta da un incendio. Questi fatti agirono evidentemente come traumi sulla psiche di Caterina.
N/D
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La finestra della stanza di Pia Bellentani al manicomio criminale di Aversa la sera della sentenza
12/03/1952
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L'ispettore della Polizia del Tamigi, Lampard, parla col Sovraintendente Hannam mentre lasciano il luogo in cui furono uccise le due giovani. Hannam reca in mano un pacco contenente alcuni oggetti trovati sul posto del delitto con i quali si spera di poter identificare l'omicida.
N/D
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L'organizzazione milanese della banda "Pierrot le fou" imprudentemente uccise e fu liquidata. Da sinistra: Jean, Marcel, Giorgio, Danos
N/D
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L'ultima foto della Bellentani al manicomio di Aversa.
N/D
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La polizia inglese controlla i documenti di tutti i ciclisti che transitano vicino al ponte di Teddington Lock nella speranza di poter acciuffare l'assassino. Questi, infatti, girerebbe sulla bicicletta di una delle due vittime, Barbara Songhurst; l'altra bicicletta è stata invece ripescata.
N/D
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Le due vittime: Barbara Songhurst e Christine Reed
N/D
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La crocetta bassa segna il punto in cui fu trovato il cadavere di Maria; quella alta il punto in cui il corpo della ragazza fu gettato nell'Olona. La linea tratteggiata indica il percorso dell'auto dell'assassino.
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La madre di Wilma Montesi
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Lionello Egidi
N/D
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La madre di Violette fotografata durante il processo. Essa depose contro la figlia. Ma nel '45, quando Violette fu rimessa in libertà, corse a riabbracciarla.
N/D
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L'aula della Corte d'assise, nel palazzo di Giustizia a Roma, dove si celebra il processo contro Fenaroli, Ghiani e Inzolia. (Tel. al "Corriere d'informazione")
1961
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Manicomio criminale di Aversa
12/03/1952
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Maria Boccuzzi, detta "Mary Pirimpo", uccisa a rivolverate
N/D
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Manicomio criminale di Aversa, il refettorio
dicembre 1951
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Manicomio di Aversa, il presepe
dicembre 1951
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Morto per fame in Cina
1946
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Manicomio criminale di Aversa, la cappella
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Manicomio criminale di Averso, sala con pianoforte
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Manicomio criminale di Aversa, un "detenuto pittore"
1951
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Manicomio criminale di Aversa, cartellino di Pia Caroselli in Bellentani
dicembre 1951
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Mimì Guidi. Questo ritratto della testimone assente, della pittrice A. De Francesco Mizzaro, è stato esposto questa settimana alla galleria Gussoni, a Milano.
N/D
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Nicole Pouly, moglie di Nadir Chiabodo
ca.
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Pia Bellentani, ieri e oggi
settembre 1948
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Pia Bellentani, la contessa di Villa d'Este
N/D
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Paolo Damasi, 38 anni, calabrese, emigrato nel 1948 in Francia ha ucciso con due colpi di pistola la sua infermiera Suor Denise, di cui si era innamorato.
N/D
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Rosa Barreca, mamma della ragazza assassinata sul fiume, prega davanti all'immagine del figlio Gaetano, morto nel 1945.
1953
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Rodolfo Montesi, il padre di Wilma
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Ritratto di Caterina Fort a 25 anni
ca.
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Rina Fort
N/D
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Rina Fort
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Ritratto di Nadir Chiabodo
ca.
Esemplare
Rina Fort
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Rina a passeggio sotto i portici meridionali di piazza Duomo a Milano in compagnia di un cugino. A Milano conobbe e amò il Ricciardi, di cui curò gli interessi come commessa in un negozio di stoffe.
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Rina Fort nel paese natio di Budoia. Ella venne a Milano, giovanissima, e come molte donne della sua terra andò a servire in una casa di signori. Il primo "signore" di Rina Fort fu Varon Vitali.
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Sopra: dott. Cicalò, giudice a latere. Sotto: dott. Jasevoli, giudice istruttore.
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Scarpe da uomo sul secondo ripiano dell'armadio a muro nella camera da letto
dicembre 1946
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Suor Denise aveva trentatré anni. Dietro a una sua foto trovata in casa del Damasi, era scritto "Sei l'amore della mia vita. Vendetta, vendetta".
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Uomo colpito da proiettile
1946
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Una poesia pasquale, composta dalla detenuta nell'aprile 1961. Anche qui, citati Coppi e Bartali.
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Una curiosa lettera indirizzata dalla Fort a Primo Carnera e ad Aldo Spolidi
N/D
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Violette Nozières, sul banco degli imputati, durante il processo finito con la sua condanna a morte, che fu poi commutata dal Presidente della Repubblica.
1934
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Wilma Montesi, come appare nella sua ultima fotografia.
N/D