Nato a Urio, nel Comasco, Boggia giunse a Milano sul finire degli anni Venti dell'Ottocento, trovando impiego da fochista. Pluriomicida, nel corso degli anni Cinquanta fu internato nel manicomio della Senavra. Condannato a morte nel 1860, fu l'ultimo civile milanese impiccato prima dell'avvento del fascismo: il suo corpo fu decapitato e seppellito nel cimitero di Porta Ludovica, mentre la sua testa fu conservata inizialmente nel Gabinetto anatomico dell'Ospedale maggiore e dal 1949 al Musocco prima del definitivo trasferimento al Museo di Storia naturale di Firenze