15/02/1903 | La Domenica del Corriere
Modugno Vito, o il dramma di Bitonto
- Descrizione
- La mattina del 29 dicembre 1902 Cenzina Modugno Di Cagno, appartenente ad una ricca famiglia di banchieri baresi, viene trovata agonizzante dalla cameriera Domenica Bonasia, nella sua camera da letto, in un villino in Corso Vittorio Emanuele a Bitonto, colpita da un colpo di pistola nella regione temporale sinistra, a pochi centimetri dall’orecchio. Tra il cuscino e il materasso un biglietto fa riferimento a gravi colpe che le impediscono di continuare a vivere. (“Rimorsi gravissimi mi obligano (sic) a togliermi la vita così penosa e triste, Bitonto 28 dicembre 1902», il testo esatto). Alle grida della cameriera accorre il marito che si trovava in bagno, il tenente Vito Modugno, da poco rientrato dalla spedizione italiana in Cina, che chiama il medico condotto Raffaele Gallo. La donna muore e si insinua il sospetto che in realtà il suo non sia stato un suicidio ma un uxoricidio. I risultati dell’autopsia e varie testimonianze sul rapporto tra i due coniugi, portano in questa direzione e il 13 gennaio 1903 viene emesso il mandato di cattura a carico del tenente Vito Modugno. Il processo si svolgerà a Perugia per legittima suspicione e si concluderà, dopo 96 udienze, con l’assoluzione dell’uomo, grazie al principio “in dubio pro reo”. Il caso ha un grande risonanza mediatica, che “La Domenica del Corriere” commenta così: “La curiosità è ormai morbosità; e ogni sfaccendato, e ogni giornale si sostituiscono volentieri ai giudici autentici per iniziare a loro volta il processo, per investigare, per accusare o assolvere a seconda delle passioni a cui obbediscono. Non avvenne diversamente per l’assassinio del conte Bonmartini a Bologna”. Il nome completo è Vito Modugno ed era un ufficiale militare (tenente) originario di Bitonto. ’evento in questione risale al 29 dicembre 1902: quella mattina, all’interno della sua casa a Bitonto, si sentì un forte colpo d’arma da fuoco. La vittima fu la moglie, Cenzina Di Cagno, che inizialmente fu considerata morta per suicidio. Tuttavia, già durante le indagini furono sollevati dubbi: la pistola ritrovata era un modello Mauser 1891 — un’arma piuttosto pesante per una donna inesperta —, la lettera di “addio” rinvenuta sotto il cuscino fu considerata sospetta (alcuni periti ritenevano che non fosse stata scritta dalla donna). Il pretore di Bitonto, Luigi Fata, ordinò l’arresto di Vito Modugno il 13 gennaio 1903, in base agli elementi raccolti che suggerivano un omicidio piuttosto che un suicidio. Al processo emersero varie ricostruzioni: tra queste, l’ipotesi che l’arma fosse stata usata da Modugno stesso, che avrebbe potuto sparare alla moglie dal giardino e poi rientrare dalla finestra. Nella fase dibattimentale vennero prodotte perizie difensive che sostenevano che Cenzina avesse esperienza con armi (affermazione controversa) e che potesse essere affetta da problemi nervosi. Secondo varie ricostruzioni storiche, la Corte d’Assise avrebbe infine assolto Vito Modugno, anche se il caso rimase circondato da mistero e polemiche. l caso è spesso citato come uno dei primi «femminicidi» (anche se all’epoca non si usava questo termine) della Puglia e del Mezzogiorno, per la profondità del dibattito che suscitò. È stato riletto e studiato in tempi recenti da storici, giornalisti e ricercatori locali interessati a temi di genere, violenza domestica e memoria storica. l dibattito ruota ancora verso il nodo della verità: non è certo che la condanna (o l’assoluzione) riflettesse effettivamente la realtà dei fatti. Le incongruenze nelle prove, nella perizia calligrafica della lettera e la difficoltà tecnica nell’uso dell’arma pesante sono elementi che hanno alimentato il dubbio storico. Se vuoi, posso cercare documenti d’archivio originali (atti del processo, trascrizioni) per avere fonti primarie.
- Estremi cronologici
- 29/12/1902 – agosto 1905
- Luogo/i
- Bitonto (BA)
- Bibliografia
- Michele Cristallo, Il mistero della morte di Cenzina Di Cagno. ‘Suicidata’ dal marito”, Bari, Adda, 2021
- Vittime
- Persone coinvolte
- Processi
- Crimini
- Pubblicazioni
Esemplari