Nel ricorso in appello si sostiene la tesi dell'omicidio preterintenzionale, che però la Corte ritiene sia smentita dall'uso di una corda per lo strangolamento: “Basta gettare uno sguardo alla fotografia sul foglio 52, volume quattro delle perizie per convincersi che il doppio nodo fatto impediva alla Vannini di liberare il collo dal duplice laccio, mentre i due lembi liberi della cordicella lunga 50 cm ognuno, permettevano alla Genova di tirare con tutta la sua forza… la sussistenza dell'omicidio volontario non può essere messa in dubbio”.