18/12/1945
Genova Celeste, "il delitto delle due valigie"
- Descrizione
- La mattina del 18 dicembre 1945 due manovali, Sperandio Pizzorni e Filippo Podestà, che gestiscono il deposito bagagli di Chiavari, insospettiti dall’odore proveniente da due valigie da loro custodite decidono di aprirle. Pensano di trovarvi dei salumi andati a male, dato che le valigie sono lì in giacenza da diversi giorni. «Ma al loro stupefatto orrore – racconta il cronista del «Secolo XIX» – s’era presentato quanto di più insospettabile ci poteva essere: nella valigia erano chiuse due gambe femminili calzate in seta e con i piedi racchiusi in scarpe ortopediche e una testa muliebre, tra brandelli di indumenti». I due avvertono le forze dell’ordine e riferiscono che le valigie erano state lasciate in deposito il 24 novembre, verso le 17 da una «donna alta, robusta e bruna di circa quarant’anni, indossante un soprabito verde scuro», che avrebbe chiesto l’orario di partenza del treno per La Spezia e, dicendosi molto stanca, avrebbe lasciato le valigie al deposito per tornata a riprenderle più tardi. Le valigie vengono portate alla camera mortuaria del cimitero di Chiavari per l’autopsia. La donna è stata strangolata: la cordicella usata per il delitto è ancora legata intorno al collo. Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Genova seguendo la pista delle segnalazioni di persone scomparse, porteranno a scoprire che la morta è Italia Vannini, detta Giannina, uccisa nella sua casa di via Rivale 3/5 a Genova dall’inquilina Celeste Genova, soprannominata Lina. In quell’appartamento le due donne avrebbero esercitato la prostituzione e i loro rapporti, inizialmente buoni, si sarebbero poi incrinati. La mattina del 22 novembre Vannini avrebbe chiesto a Genova, che non pagava l’affitto, di lasciare la sua stanza e questa avrebbe reagito uccidendola. Interpellata sulla scomparsa della donna, Celeste Genova inizialmente racconta che Vannini si sarebbe recata a Ventimiglia, con 44.000 lire, il 29 novembre per comprare della saccarina e della cocaina, ma quando i sospetti si concentrano su di lei finisce con l’ammettere l’omicidio inventandosi un complice immaginario, un tale Silvio il Siciliano, che sarebbe stato amante conteso delle due donne e che l’avrebbe aiutata a tagliare il corpo. Poi ritratta e si assume tutte le responsabilità del delitto, continuando a negare però la premeditazione e asserendo di aver strangolato Vannini non con un laccio, come emerso dall’autopsia, ma con le proprie mani in un impeto d’ira. La misteriosa “donna in verde” aveva portato poi le due valigie a Chiavari servendosi di un’autolettiga della Croce Rossa che il suo amante, Mariotti, un partigiano, aveva in uso, così da evitare i frequenti controlli sui treni e sulle auto private dell’immediato dopoguerra. L’intenzione era quella di recuperarle in un secondo momento, portarle a La Spezia e gettarle nel fiume Magra. Dopo l’omicidio Genova si impossessa di 10.000 lire in danaro, di tre tagli per camicia da uomo, di un taglio di vestito da uomo, di un orologio da polso per donna, di due anelli d’oro da donna, di cui uno con cinque brillantini, di un impermeabile e di altri indumenti, nonché di biancheria personale e da casa sottraendo il tutto dall’abitazione di Italia Vannini. Il suo proposito sarebbe stato quello di gestire da sola l’equivoca pensione di via Rivale e di trarne guadagno.
- Estremi cronologici
- 22/11/194522/11/1945 – 28/01/1953
- Luogo/i
- Genova, via Rivale 3/5
- Bibliografia
- Marco Massa, Marco Menduni, La Liguria dei delitti. Passioni, soldi e omicidi dall’800 a oggi, De Ferrari, Genova, 2007Una donna fatta a pezzi chiusa in due valigie a Chiavari, «Il Secolo liberale», 18 dicembre 1945, p. 1Stelio Tomei, Il delitto delle due valigie. Strozzata!, «Il Secolo liberale», 19 dicembre 1945, p. 1Stelio Tomei, Il delitto delle due valigie. Indagini e ipotesi mentre si attende l’autopsia, «Il Secolo liberale», 20 dicembre 1945, p. 1Il delitto delle due valigie tutt’ora avvolto nel più fitto mistero, «Il Secolo liberale», 21 dicembre 1945, p. 1Stelio Tomei, Il delitto delle due valigie. Due indizi per una speranza, «Il Secolo liberale», 22 dicembre 1945, p. 1Il delitto delle due valigie. Accaduto di notte alta?, «Il Secolo liberale», 23 dicembre 1945, p. 1Il delitto delle due valigie. La donna in verde non era sola, «Il Secolo liberale», 27 dicembre 1945, p. 1
- Vittime
- Autore (accertato o presunto) del crimine
- Processi
- Crimini
- Pubblicazioni
Esemplari

18/12/1945
I resti del cadavere di Italia Vannini nella più grande delle due valigie lasciate al deposito bagagli della stazione di Chiavari
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21/12/1945 | Il Secolo liberale
Una delle due valigie contenenti i resti di Italia Vannini
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21/12/1945 | Il Secolo liberale
Una delle due valigie contenenti i resti di Italia Vannini
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10/03/1946 – 17/04/1946
La cordicella stretta attorno al collo della vittima, Italia Vannini
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15/03/1946
Il coltello usato da Celeste Genova per sezionare il cadavere di Italia Vannini
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15/03/1946
Il gabinetto dove l’omicida Celeste Genova gettò la segatura intrisa di sangue
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15/03/1946
La scritta *venerdì 23 novembre* sul muro della cucina dell’appartamento di Italia Vannini
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15/03/1946
La cucina con il lavandino dove Celeste Genova sezionò il cadavere di Italia Vannini
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15/04/1947 | Crimen
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15/04/1947 | Crimen
Il coltello usato da Celeste Genova per sezionare il cadavere di Italia Vannini
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