Dossier

Garollo Aldo, "la belva di Vetriolo"

Descrizione
Il 9 dicembre 1946 a Vetriolo (Levico Terme, Trento) vengono uccisi a colpi di mitra Giulia Avancini e i suoi due figli, Narciso di 26 anni e Sergio di 20 anni, tutti membri della famiglia che gestisce l'albergo Avvenire; la stessa sera sono anche uccisi due componenti di un'altra famiglia, proprietaria dell'albergo Miramonti: Adolfo Garollo (55 anni) con la moglie Antonietta (50 anni), mentre la figlia Adelina (25 anni) è ferita gravemente. Le prime ricostruzioni parlano di un gruppo di malviventi ma presto i sospetti ricadono su Aldo Garollo, figlio di Adolfo e Adelina che sarebbe scampato alla strage; Aldo confessa la strage, viene arrestato e quindi rinchiuso nel manicomio criminale di Reggio Emilia perché ritenuto seminfermo di mente. «Egli disse che aveva gravi motivi di rancore con i genitori perché gli lesinavano il danaro e non lo mettevano al corrente degli affari famigliari; disse di odiare il Narciso Avancini perché [...] recentemente non si era accordato con lui nella divisione dei proventi ottenuti dalla vendita di una ventina di macchine da scrivere che erano state rubate in comune fra loro» (Il Messaggero, 12 -12-1946). Il primo processo si tiene nel 1948 a Trento e condanna Aldo Garollo all'ergastolo. Nel 1953 Garollo viene condannato dalla Corte d’assise di Trento all'ergastolo anche per un duplice omicidio accaduto nel settembre 1946 in Val dei Mòcheni. Nel febbraio 1955 la Corte d'assise di Brescia dà avvio a un nuovo processo che però ha una battuta d'arresto con l'introduzione del nuovo codice di procedura penale; nel 1957 la Corte di cassazione delibera che si debba rifare un nuovo processo, che si tiene sempre a Brescia nel 1958: il 26 giugno la Corte conferma l'ergastolo per la strage di Vetriolo ma assolve l'imputato per il duplice omicidio di Palù per insufficienza di prove. Il ricorso in Cassazione, discusso il 18 novembre 1960, annulla la condanna della Corte d'assise d'appello di Brescia e dispone un nuovo giudizio alla Corte d'assise d'appello di Bologna. L’argomento principale della causa riguarda le condizioni mentali dell’imputato. Il processo si apre a Bologna nel marzo 1962 e, dopo una nuova “superperizia psichiatrica”, si conclude nel novembre 1963 con la conferma dell’ergastolo. Nel 1965 la prima sezione penale della Corte di cassazione respinge il ricorso di Aldo Garollo. Viene di seguito trasferito nel carcere di Porto Azzurro sull'Isola d'Elba, dove rimane fino al dicembre 1976.
Estremi cronologici
09/12/1946 – 29/10/1965
Vittime
Adolfo Garollo
Antonietta in Garollo
Giulia Toller in Avancini
Narciso Avancini
Sergio Avancini
Criminale
Esemplari
nCdS-1946-12-13-p1-Vetriolo
13/12/1946

Achille Garollo (al centro) con la figlia Adelina e il figlio Aldo

Approfondisci