10/04/1951 – 11/04/1951 | Corriere d'informazione
Processo Maria Pia Caroselli in Bellentani per omicidio volontario - 1° processo (Como, 1952)
- Descrizione
- Il 4 marzo 1952 si apre alla Corte d'assise di Como il processo per omicidio volontario per l'assassinio dell'industriale Carlo Sacchi (a seguito della decisione del giudice istruttore di Como, dott. Javesoli). Il processo si trasforma in «una battaglia tra psichiatri»: le condizioni psichiche dell'imputata Maria Pia Caroselli in Bellentani al momento del delitto diventano il centro del processo. Secondo il prof. Filippo Saporito al momento del crimine la Bellentani era incapace di intendere e volere, nell’uccidere l’amante intendeva uccidere se stessa; secondo il prof. Petrò, consulente dell’accusa, è possibile riconoscere solo la seminfermità. Il 12 marzo 1952 la Corte condanna la Bellentani a dieci anni di reclusione (a tre anni di custodia in luogo di cura, all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, alle spesi di giudizio), con la concessione delle attenuanti generiche, del vizio parziale di mente, dello stato d'ira in cui agì; tre anni sono condonati mentre tre dovrò scontarli in casa di cura nel manicomio giudiziale di Pozzuoli. All'ultima udienza, «l'aula della vecchia Assise comasca, in vista della sentenza, è apparsa più stipata che mai; una trentina di donne, alcune delle quali molto eleganti, si sono cacciate a forza anche oggi nella gabbia in cui avrebbe dovuto comparire l'imputata. Ogni angolo libero del vasto ambiente [...] è stato occupato dalla folla prepotente, eccitata, innervosita. » (Il Messaggero, 13-3-1952) Presidente della Corte d'assise di Como è Obrekar.
- Persone coinvolte
- Ezio Obrekar, presidente della Corte d'assiseAntonello Tribuzio, procuratore generaleLuzzani, avvocato difensore di Pia BellentaniDelitala, avvocato difensore di Pia BellentaniOrsenigo, avvocato di parte civile
- Fase del procedimento
- 1° processo
- Luogo
- Como
- Ufficio giudicante
- Corte d'assise
- Estremi cronologici
- 04/03/1952 – 12/03/1952
- Sentenza
- 12 marzo 1952: condanna a dieci anni di reclusione, con l’attenuante della seminfermità; tre condonati, tre in casa di cura nel manicomio giudiziale di Pozzuoli«Com'è noto, la Corte d'assise di Como aveva giudicato l'imputata responsabile di omicidio volontario, applicando la sanzione minima prevista dal codice per tale reato, 21 anni di carcere. Poi, ritenendola parzialmente inferma di mente, aveva ridotto la pena di un settimo. Un'altra diminuzione di un sesto le era stata concessa per la attenuante della provocazione; un'ultima di un terzo per la concessione di quelle che, in gergo, si chiamano "attenuanti generiche".» (Il nuovo Corriere della Sera, 9-6-1953)
- Pubblicazioni e/o Fascicoli archivistici collegati
Esemplari

27/02/1952 | Il Messaggero di Roma
"I portici Caroselli al centro di Sulmona, costruiti recentemente dei fratelli di Pia Bellentani"
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05/03/1952 | Il Messaggero di Roma
La vedova di Carlo Sacchi e l'avvocato Orsonigo al processo
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06/03/1952 | Il Messaggero di Roma
"Una sosta del processo Bellentani nell'Aula della Corte d'Assise di Como. Gli avvocati Luzzani, Ostorero, Orsenigo e Delitala"
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08/03/1952 | Il Messaggero di Roma
"Gli avvocati Luzzani e Delitala, difensori della contessa Bellentani, mentre nell'aula della Corte d'Assise di Como esaminano la pistola con la quale l'imputata uccise Carlo Sacchi"
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08/03/1952 | Epoca
Mimì Guidi. Questo ritratto della testimone assente, della pittrice A. De Francesco Mizzaro, è stato esposto questa settimana alla galleria Gussoni, a Milano.
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08/03/1952 | Epoca
I giurati. I giurati al processo: il prof. Maggi e il dott. Pilloni (Como), il rag. Rizzi (Codorago-Como). Sotto: Il maestro Risso (Colico), il geom. Pizzi e l'ing. Ciccardi (Como).
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08/03/1952 | Epoca
Sopra: dott. Cicalò, giudice a latere. Sotto: dott. Jasevoli, giudice istruttore.
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08/03/1952 | Epoca
Il Presidente delle Assise di Como Obrekar. Egli ha consentito l'intervento all'udienza del prof. Saporito e del dott. Freda.
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11/03/1952 | Il Messaggero di Roma
"Alla Corte d'Assise di Como. L'avvocato Orsenigo di P.C. pronuncia la sua arringa. Alle sua spalle è visibile la vedova Sacchi"
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13/03/1952 | Il Messaggero di Roma




















