Dossier

Bernardo in Comel Maria, la madre che uccise il figlio

Descrizione
Nel 1949, nell'abitazione di via Torelli a Pisa, la domestica di famiglia trova il bambino Camillo Comel, 9 anni, morto e la madre, Maria Cecilia Bernardo, in fin di vita. La madre, dottoressa in medicina, ha ucciso il figlio con un rasoio e poi ha tentato di togliersi la vita. «Il bambino era rigido: aveva [...] la gola tagliata. In terra, davanti al comodino, c'era un rasoio dal manico nero, aperto. [...] Camillo era già morto. Maria invece respirava ancora.» (Epoca, 25-10-1952). Prima di tentare il suicidio Maria aveva scritto tre lettere indirizzate al Questore, all'Arcivescovo e al Presidente del Rotary: «si tratta di una quarantina di fogli dattiloscritti in cui essa accusa il marito di essersi mostrato "eccessivamente autoritario", mettendo la moglie in tale stato di inferiorità da provocare in lei gravi "crisi di carattere spirituale"» (Il nuovo Corriere della Sera, 5-10-1952). Maria il 9 settembre 1949 è portata al manicomio criminale di Aversa dove, dopo venti mesi di osservazione, venne dichiarata totalmente inferma di mente con perizia del prof. Coppola consegnata al Tribunale di Pisa il 4 aprile 1951. Il 10 ottobre 1952 il procuratore della Repubblica, dott. Giacobini, deposita presso il Tribunale la richiesta di rinvio a giudizio per Maria Bernardo con l'accusa di omicidio aggravato, esclusa la premeditazione e per il marito di lei, il prof. Marcello Comel (dermatologo, direttore della Clinica dermosifilopatica di Pisa), per "maltrattamenti aggravati in danno della moglie, essendo dal fatto derivate lesioni gravi alla medesima e tale reato assorbendo quello di istigazione al suicidio". Il giudice istruttore è il dott. Gradito che deposita presso la sezione istruttoria di Firenze la sua sentenza di rinvio a giudizio alla Corte d'assise di Pisa, poi trasferita dalla Corte di cassazione per legittima suspicione alla Corte d'assise di Milano. Il processo si tiene a Milano nel febbraio 1954: avvocati di Marcello Comel sono Gino Cristiani di Pisa e Delitala di Milano; l'avvocato di Maria Comel è Massart. Maria Comel muore nel manicomio criminale di Aversa il 5 gennaio 1955.
Estremi cronologici
30/07/1949 – 05/01/1955
Vittime
Camillo Comel
Criminale
Maria Bernardi in Comel
Persone coinvolte
Giacobini, procuratore della Repubblica
Esemplari
EPC-1952-10-25-p65-A
25/10/1952 | Epoca

Camillo Comel, 9 anni

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EPC-1952-10-25-p66-A
25/10/1952 | Epoca

Giovanni Amati, direttore del manicomio criminale di Aversa

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Cdi-1954-02-23-p1-unotte-Comel-A
23/02/1954 – 24/02/1954 | Corriere d'informazione

"Il prof. Comel con il teste prof. Trivellini"

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nCdS-1954-02-25-p5-Comel-A
25/02/1954

"Il dott Marcello Comel con la teste professoressa Fernanda Wittgens."

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