Dossier

Faella Alessandro, il caso Faella

Faella Alessandro, il caso Faella
Descrizione
Il 12 agosto 1881, don Virgilio Costa scomparve da Imola dopo aver celebrato messa nella chiesa di Santa Maria in Regola. La sua sparizione produsse da subito sinistre dicerie nella comunità locale: il sacerdote era anche un agiato uomo d’affari che, esercitando il prestito a interesse, suscitava diffuse ostilità ed era in lite con diversi concittadini. Le pubbliche autorità, sollecitate da sua sorella e da alcuni suoi confratelli, avviarono un’indagine che non produsse esiti concreti sino al settembre successivo. L’ipotesi dell’allontanamento volontario, alla luce degli indizi raccolti, parve tuttavia doversi escludere a favore di quella dell’atto violento da parte di terzi. Gli inquirenti iniziarono allora a vagliare la posizione di alcuni individui, che avevano pendenze d’affari con don Costa. Il conte Alessandro Faella, un ex militare, imprenditore e notabile imolese, aveva protestato un credito che pretendeva di vantare nei confronti del prete poco dopo la sua scomparsa; l’atto appariva sospetto non solo per la tempistica, ma soprattutto perché il nobiluomo stava notoriamente attraversando un periodo di difficoltà economiche. Le investigazioni sul suo conto iniziarono lentamente, ma furono decisive alla soluzione del caso. Il 21 settembre, la perquisizione di palazzo Monsignani, la residenza del conte, condusse al ritrovamento di documenti che comprovavano artefatte le cambiali poco tempo prima protestate; il cadavere del sacerdote fu rinvenuto due settimane più tardi, il 7 ottobre, in un pozzo nelle pertinenze di un villino che Faella stava facendo costruire fuori Porta Bologna. L’autopsia avrebbe chiarito definitivamente la dinamica dell’omicidio motivato da un movente economico. Il nobile aveva attratto con un pretesto il religioso in fondo al pozzo, colpendolo dall’imboccatura con alcuni pietroni e ricoprendolo di pulone di riso fino a procurarne la morte per asfissia. La notizia dell’arresto dell’assassino suscitò forti echi nella stampa locale e nazionale, alimentati in parte dall’efferatezza del suo modus operandi e in parte dai suoi stretti legami di parentela con due parlamentari moderati. Il processo ai suoi danni sarebbe stato celebrato dalla Corte d’assise di Bologna nel febbraio del 1882, ma non sarebbe mai giunto a conclusione; Faella, che aveva rifiutato di presenziare al dibattimento, si suicidò nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte il 18 di quel mese.
Estremi cronologici
12/08/1881 – 21/02/1882
Luogo/i
Imola (BO)
Bibliografia
E. S., Il processo Faella, in "Gazzetta piemontese", 28 gennaio 1882, pp. 2-3.
Otello Sangiorgi, Il caso Faella, una tragedia imolese e le sue finzioni, in Pagine di vita e di storia imolesi, Imola, ed Cars 1990, pp. 233-247
Vittime
Autore (accertato o presunto) del crimine
Processi
Crimini
Pubblicazioni
Esemplari
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1882

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