Processo

Processo Garollo - 2° processo (Brescia, 1955)

Descrizione
La difesa di Aldo Garollo presenta appello alle due condanne all'ergastolo (del 1948 e del 1953) chiedendo che i due processi vengano riuniti in un unico procedimento. Il secondo processo inizia presso la Corte d'assise di appello di Brescia nel febbraio 1955. La difesa chiede il riconoscimento della totale infermità di mente dell'imputato o, in subordine, della semi infermità. Nel novembre 1955 il processo ha una battuta d'arresto: «Il mese scorso, il presidente della Corte bresciana dichiarò nulli tutti gli esami peritali già depositati presso la cancelleria, in quanto le norme della nuova procedura davano diritto alle parti in causa di essere presenti alla discussione finale dei periti, con facoltà di farsi assistere a loro volta da periti di parte» (Corriere d'informazione, 16/17-12-1955). Nel 1955 la Corte affida «una superperizia psichiatrica, per uscire da un'impasse non semplice: i primi periti, infatti, avevano giudicato Garollo un folle; i secondi, un uomo sano di mente»: le conclusioni vengono rese note nel 1957 con una «salomonica decisione»: «capace di intendere, ma non di volere, in quanto anormale per tendenza» (Il Messaggero di Roma, 16-12-1957). Nel 1957 la Corte di cassazione delibera che si debba svolgere un nuovo processo presso la Corte d'assise di Brescia (Corriere d'informazione, 6/7-12-1957).
Persone coinvolte
Mazzari, dott., presidente
Gagliardi, consigliere
Luogo
Brescia
Ufficio giudicante
Corte d'assise d'appello
Estremi cronologici
febbraio 1955 – 1957
Pubblicazioni e/o Fascicoli archivistici collegati
Esemplari
Aldo Garollo
17/02/1955 – 18/02/1955 | Corriere d'informazione

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