La sera del 29 dicembre 1953, verso le 23, Stella Sullini, profuga proveniente da Zagabria, colpisce con tre colpi di pistola - una Beretta calibro 6,35 - il suo ex amante Giovanni Lisic nel bar di via XX Settembre di cui l’uomo è proprietario e poi spara anche alla figlia di Lisic, Carmen, che morirà qualche giorno più tardi in ospedale. La dinamica di questo secondo ferimento non è chiara. Sullini sosterrà di non avere avuto intenzione di uccidere anche la figlia di Lisic, ma di averla colpita per sbaglio presa dal panico dopo il primo delitto. Le testimonianze dei presenti parlano invece di un gesto intenzionale.