Nel marzo 1941 Vizzardelli presenta ricorso in Cassazione; il ricorso è discusso dalla Prima sezione penale il 2 maggio: il ricorso viene respinto, confermando la sentenza della Corte d'appello di Genova.
«Il condannato ricorse in Cassazione a mezzo dei suoi difensori avv. B. Cassinelli e A. D'Andrea, i quali con un'ampia memoria a stampa ed all'udienza hanno chiesto la riforma della sentenza impugnata, negando la figura del delinquente per tendenza nel Vizzardelli e sostenendo invece la di lui infermità mentale. La Parte civile, rappresentata dagli avvocati F. Ungaro e U. Ferraris, ha sostenuto, a sua volta, la piena responsabilità del ricorrente. La Corte Suprema (Pres. Aloisi, rel. Serena Monghini), in conformità della requisitoria del Procuratore Generale comm. Cortesani, ha rigettato il ricorso» ("Il Messaggero", 3-5-1941)