Imbert Francesco e Valtre Alice
- Descrizione
- Nella notte fra il 12 e il 13 novembre 1913, villa Fenoglio a Mongreno, una frazione collinare di Torino, andò a fuoco. Il piccolo Leopoldo Imbert morì asfissiato e bruciato vivo nell'incendio, mentre i suoi genitori, Francesco e Alice Valtre, si salvarono perché costretti in quanto inquilini morosi a dormire in una tenda in giardino. Gli inquirenti non furono convinti che si fosse trattato di una disgrazia, ipotizzando che la coppia avesse avvelenato il bambino, avvertito come un peso per le loro esistenze, inscenando l'incendio per coprire l'omicidio. L'autopsia smentì questa ipotesi, ma i due furono egualmente rinviati a giudizio per omicidio colposo e alcuni reati minori. Il processo, celebrato nel maggio 1913, si concluse con la condanna di Imbert a un anno e cinque mesi e della Valtre a un anno e sette mesi di detenzione
- Estremi cronologici
- 12/11/1912 – 20/05/1913
- Luogo/i
- Torino
- Bibliografia
- La tragica odissea d’una famiglia. Un bimbo arso vivo, in «La Stampa», 14 novembre 1912, p. 5.Un colpo di scena nel dramma del bambino arso vivo. L’arresto dei due coniugi, in «La Stampa», 19 novembre 1912, p. 5.Per quali motivi furono arrestati i genitori del bambino Imbert. L’arresto dei due coniugi, in «La Stampa», 20 novembre 1912, p. 5.Cini, Reati e pene. Il processo contro gli Imbert per la morte del loro piccino, in «La Stampa», 20 maggio 1913, p. 4Cini, Reati e pene. La condanna degli Imbert per la morte del loro piccino, in «La Stampa», 21 maggio 1913, p. 4
- Vittime
- Autore (accertato o presunto) del crimine
- Processi
- Crimini
Esemplari