Crimine

Omicidio di Isolina Canuti da parte di ignoti, Verona, 1900

Descrizione
Il 5 gennaio 1900, la diciannovenne Isolina Canuti si allontanò dalla casa paterna di Verona diretta verso il Gazometro. Il padre Felice, non vedendola rientrare a sera, denunciò la sua scomparsa alle autorità. Il 17 gennaio, il questore Cacciatori lo convocò, sottoponendogli un biglietto rinvenuto nella gonna che avvolgeva il resto di un cadavere di genere femminile ripescato nell'Adige. Canuti riconobbe la grafia della figlia, di cui il fiume aveva iniziato a restituire brandelli dalla mattinata precedente. La giovane era incinta di tre o quattro mesi, e si fece strada l'ipotesi di un aborto mal riuscito; i periti medici stabilirono che lo squartamento del cadavere fosse stato eseguito dalla "mano esperta" di un chirurgo o di un macellaio. Il principale sospettato fu l'amante di Isolina, il tenente degli Alpini Carlo Trivulzio, che fu arrestato e rilasciato dopo un mese di carcere
Tipologia
Modus Operandi
Complicanze di un presunto aborto clandestino
Movente
Data
04/01/1901
Luogo
Verona
Ambiente
Vittima/e
Relazione autore/vittima
Sospettati e primi indiziati
Investigatori
Cacciatori, questore
Citazione bibliografica
Dacia Maraini, Isolina, Rizzoli, Milano 1992
Processi
Fascicoli e/o Pubblicazioni collegate
Esemplari
04/02/1900 | L'Illustrazione italiana

L'Adige restituisce i primi resti del cadavere di Isolina Canuti

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01/12/1901 | La Domenica del Corriere

Protagonisti del processo Todeschini

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01/12/1901 | L'Illustrazione italiana

Protagonisti e ambienti del processo Todeschini

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