Processo

Processo Agnoletti per omicidio premeditato aggravato (2° processo, Bergamo 1873)

Descrizione
Il secondo processo Agnoletti fu celebrato dalla Corte d'assise di Bergamo fra il 29 aprile e il 20 maggio 1873. La revisione del giudizio del Tribunale di Milano fu imposta dall'accoglimento da parte della Corte di cassazione di un ricorso dell'imputato per un'irregolarità procedurale. Il pubblico dibattimento si articolò intorno al medesimo problema del processo milanese. La colpevolezza di Agnoletti era fuori discussione, ma restava da comprendere se avesse ucciso il figlio Carlo in stato di coscienza oppure - come ipotizzava la difesa - agito da impulsi di natura psicopatologica. I collegi peritali che affiancavano la pubblica accusa e il collegio difensivo, ingrossati dall'integrazione di nuovi alienisti, fra cui il non ancora celebre Cesare Lombroso, si diedero battaglia su questo dilemma cruciale. Il primo ebbe la meglio, persuadendo la giuria popolare della sanità mentale dell'omicida. La Corte bergamasca condannò pertanto Agnoletti - in linea con la sentenza dei magistrati milanesi - ai lavori forzati a vita
Persone coinvolte
G. Donà, presidente della Corte
Manusardi, giudice
Scopoli, giudice
Francesco Triberti, pubblico ministero
G.B. Botta, avvocato difensore
Angelo Graffagni, avvocato difensore
Antonio Tarchini-Bonfanti, perito alienista
Gustavo Tassani, perito alienista
Giovan Battista Manzini, perito alienista
Federico Alborghetti, perito alienista
Cesare Vigna, perito alienista
Cesare Lombroso, perito alienista
Andrea Verga, perito alienista
Romolo Griffini, perito alienista
Antonio Berti, perito alienista
Serafino Biffi, perito alienista
Fase del procedimento
Processo di revisione
Luogo
Bergamo
Ufficio giudicante
Corte d'assise
Estremi cronologici
29/04/1873 – 20/05/1873
Data di detenzione
18/01/1881 – 1884
Sentenza
Condanna ai lavori forzati a vita
Luogo di detenzione
Genova
Milano
Bergamo
Finale Ligure