1869 – 1872
Agnoletti Achille
- Descrizione
- Nel mattino del 9 gennaio 1872 gli operai della Zecca di Milano, entrando nello stabilimento, rinvennero il cadavere di un bambino. L’autopsia chiarì che era morto la sera precedente annegato nella contigua roggia Balossa, e che l’annegamento era stato provocato da terzi. Le pubbliche autorità identificarono agevolmente l’ucciso, Carlo Agnoletti di quasi tre anni, ma anche il suo assassino. Il bambino era stato affidato il giorno prima al padre Achille dalla moglie legalmente separata di quest’ultimo, la nobile Teresa De Capitani d’Arzegno, e non era mai rincasato. Le testimonianze dell’oste e degli avventori di una locanda nei pressi di Porta Nuova non lasciarono dubbi sulla colpevolezza di Achille Agnoletti: l’uomo era entrato la sera precedente nell’osteria con gli abiti infradiciati a causa di una pretesa caduta nel Naviglio, chiedendo il permesso di trascorrervi il tempo necessario ad asciugarli. Una lettera alla ex moglie, fortemente allusiva all'omicidio compiuto, lo indiziava ulteriormente. Le forze dell’ordine lo arrestarono a Genova il 18 gennaio, quando si stava imbarcando su un piroscafo in partenza per l’America meridionale. Agnoletti confessò l’infanticidio, rappresentandolo come un atto indotto dalla disperazione per il tracollo della sua vita sociale e familiare; la moglie lo aveva allontanato perché egli, un ex militare mezzo-nobile di origini ferraresi, aveva dilapidato nel tempo il suo patrimonio attentando alla quiete domestica. Il processo Agnoletti, celebrato dalla Corte d’assise di Milano fra giugno e luglio del 1872, fu un evento giudiziario dai rumorosissimi echi di stampa; i dibattiti che suscitò fuori dell’aula furono molto intensi, spesso tesi e talora sfociati in violenze fra gli opinionisti informali. Il pubblico ministero sostenne solidamente l’accusa di omicidio premeditato aggravato, mentre la difesa giocò la carta dell’irresponsabilità penale per vizio di mente. La Corte condannò Agnoletti ai lavori forzati a vita, ma la sentenza fu annullata dalla Cassazione per irregolarità procedurale. Il secondo processo Agnoletti si tenne pertanto presso il Tribunale di Bergamo fra aprile e maggio del 1873, concludendosi con il medesimo esito di quello milanese. Agnoletti sarebbe morto quarantanovenne, intorno al 1884, nel penitenziario di Finale Ligure dove stava scontando la sua pena
- Estremi cronologici
- 08/01/1872 – 20/05/1873
- Luogo/i
- MilanoGenovaBergamoFinale Ligure
- Bibliografia
- Alfredo Comandini, Antonio Monti, L’Italia nei cento anni del secolo XIX: 1801-1900: giorno per giorno illustrata, vol. V, 1871-1900, Vallardi, Milano 1930-1942, p. 124Processo Agnoletti, in “La Provincia. Gazzetta di Bergamo”, 28 febbraio 1873Caterina Giardiello, Il processo Agnoletti, https://www.yumpu.com/it/document/view/16038572/il-processo-agnoletti (un'antologia di cronache giornalistiche coeve sul processo di Bergamo)
- Vittime
- Autore (accertato o presunto) del crimine
- Processi
- Crimini
- Pubblicazioni
Esemplari


