Il processo Musolino fu celebrato dalla Corte d'assise di Reggio Calabria nell'ottobre 1898. L'imputato era accusato di mancato omicidio ai danni di Vincenzo Zoccali e alcuni reati minori compiuti nei sei mesi di latitanza, che avevano seguito il presunto crimine. Musolino tentò di dimostrare la propria estraneità alle accuse, scontrandosi con le testimonianze di alcuni familiari e amici di Zoccali. I magistrati diedero maggior peso a queste ultime anche in virtù dei precedenti del taglialegna calabrese e della sua condotta sregolata mantenuta in carcere dopo l'arresto. Musolino fu condannato a ventuno anni di carcere, una sentenza davanti alla quale rivendicò la propria innocenza e promise di vendicarsi contro i responsabili di quella che visse come una grave ingiustizia patita. Tradotto nel carcere di Gerace Marina, Musolino ne sarebbe evaso il 9 gennaio 1899 per darsi al banditismo