Il 4 gennaio 1937, a Sarzana (SP), il rettore del collegio delle Missioni, don Umberto Bernardelli, viene ucciso a colpi di pistola, senza apparente motivo; poco dopo sono sparati altri colpi contro due studenti, uno dei quali rimane gravemente ferito. Un altro colpo di pistola colpisce e uccide il guardiano del collegio, don Andrea Bruno. Le prime indagini si concentrano su Vincenzo Montepagani, studente di ingegneria e insegnante al collegio, che viene rinviato alla Corte d'assise di Milano, dove viene assolto per non aver commesso il fatto.
Don Bernardelli, direttore del Collegio delle Missioni, prima delle vacanze natalizie del 1936, aveva chiamato Vizzardelli in direzione colpendolo con due ceffoni, gesto che esasperò lo studente. Il 4 gennaio 1937, passate le feste, il Vizzarelli si presenta al Collegio senza essere accompagnato dal padre, come aveva chiesto il direttore Bernardelli e nel pomeriggio si decide a uccidere il direttore. Armato di una Beretta calibro 9, dopo le 18.00 si reca in direzione e spara al petto di don Bernardelli dopo che questi gli aveva consegnato una busta. Uscito dalla direzione, viste delle persone presso una fontana che è lì vicino spara di nuovo, colpendo lo studente Lionello Bassano, e poi di nuovo spara per le scale contro il portiere Andrea Bruno. Tornato a casa, Vizzardelli verso le 19.30 si siede a tavola con la famiglia, quando la domestica porta la notizia della morte di Dona Bernardelli