30/08/1925
Vercesi Rosa
- Descrizione
- Rosa Vercesi e Vittoria Nicolotti sono due donne emancipate nella Torino degli anni Venti. Vittoria ha un negozio di vestiti per bambini in via Santa Teresa 12, La Falena, e viaggia a Parigi per aggiornarsi sulle ultime novità della moda. Vercesi, con un passato di povertà e violenza alle spalle, dopo vari lavori come operaia ha intrapreso, con abilità e una spregiudicatezza che non esita a sfociare nell’illegalità, un’attività di intermediazioni finanziarie, lavorando con diversi agenti di borsa e poi mettendosi in proprio con un suo “ufficio” al Gran Caffè Ligure. Tra le due si è stabilito da alcuni anni un turbolento rapporto che è nello stesso tempo economico e sentimentale. Nicolotti si rivolge a Vercesi per degli investimenti economici su cui però ha spesso da recriminare, ma il loro legame è anche amoroso. La sera del 19 agosto 1930, dopo essere andata con l’amica al cinema, Nicolotti la invita a fermarsi a dormire nel suo appartamento in via Oporto 51 (diventato poi nel 1945 corso Matteotti), e durante un rapporto sessuale violento, forse con l’assunzione di cocaina, Vercesi finisce con l’uccidere l’amante. Il cadavere viene ritrovato la mattina seguente dalla portinaia e una vicina di casa coperto da ecchimosi e graffi e dall’evidente segno di un morso. Le indagini del commissario Ciminelli della squadra politica della questura conducono subito a Vercesi, il cui corpo anch’esso ferito da graffi è prova evidente della responsabilità dell’omicidio, che però la donna si ostina a negare. Di fronte al tabù di un rapporto omossessuale di cui nessuno vuole parlare, il delitto viene spiegato con un movente economico: l’appropriazione indebita di titoli borsistici di Vittoria da parte di Rosa e il furto di alcuni suoi gioielli che vengono ritrovati alla fine di novembre nell’abitazione di Vercesi, nascosti in una plafoniera. Vercesi, del resto, era già stata indagata nel 1927 per un furto di cambiali, avvenuto presso l’ufficio del borsista Mario Gilli. L'accusa è dunque quella di omicidio premeditato a sangue freddo, a scopo di furto e la pena stabilita dalla Corte, di soli giudici togati, è l’ergastolo. Rigettata la richiesta di revisione del processo in cassazione, Rosa Vercesi entra in carcere a trent’anni e ne esce quasi sessantenne, alla quarta richiesta di grazia che viene concessa dal Presidente Gronchi nel 1959. Confesserà solo molti anni dopo le ragioni del suo delitto. Malgrado la censura fascista il processo avrà un grande risalto mediatico, con numerosi articoli nella cronaca cittadina o giudiziaria di giornalisti come Francesco Argenta, Guido Gaja, Ugo Pavia e Marco Ramperti, e l’imputata diventerà per qualche tempo un personaggio, dettando a Torino la moda dei guanti “alla Vercesi” e attirando l’attenzione dell’attrice Paola Borboni, che seguirà il processo.
- Estremi cronologici
- 19/08/1930 – 1932
- Luogo/i
- Torino
- Bibliografia
- Andrea Accorsi, Daniela Ferro, Un angelo di bontà, in Caro amico ti ho ucciso, New Compton Editori, Roma, 2016Guido Ceronetti, La vera storia di Rosa Vercesi e della sua amica Vittoria, Einaudi, Torino, 2000Giulia di Medio, Rosa Vercesi. “Una donna nata per sbaglio”, Università di Parma, Dipartimento di Dusic, Corso di Laurea Magistrale in Lettere classiche e moderne – Insegnamento di storia contemporanea, 2020Laura Fezia, Una liaison dangereuse nella Torino degli anni Trenta, in Misteri, crimini e storie insolite di Torino, New Compton Editori, Roma, 2022Cesira Fiori, Una donna nelle carceri fasciste, Editori Riuniti, Roma, 1965Angela Groppi, Il teatro della giustizia donne colpevoli e opinione pubblica nell’Italia liberale, in «Quaderni Storici», vol. 37, n. 111 (3), 2002, pp. 658-659Renzo Rossotti, Torino gialla e nera, Newton Compton, Roma, 2008Mario Carrara, Ruggero Romanese, Giorgio Canuto, Camillo Tovo, Manuale di Medicina Legale, Utet, Torino, 1938, vol. I, p. 84Vittoria Nicolotti è stata uccisa da una donna, «La Stampa», 21 agosto 1930, p. 6La figura dell’assassina di Torino e le prove che si accumulano su di lei «Corriere della Sera», 22 agosto 1930, p. 4Rosa Vercesi ha trascorso la notte del delitto nell’appartamento di Vittoria Nicolotti, «La Stampa», 23 agosto 1930, p. 6La Vercesi deferita all’Autorità giudiziaria per omicidio premeditato a scopo di furto, «La Stampa», 24 agosto 1930, p. 6In un confronto con la madre dell’uccisa le porge le sue condoglianze, «La Stampa», 27 agosto 1930, p. 5La vita della Vercesi in carcere ore di preghiera e tristi presentimenti, «La Stampa», 21 settembre 1930, p. 6Il rinvio della Vercesi alle Assise, «La Stampa», 14 novembre 1930, p. 6I gioielli rubati alla vittima trovati in casa della Vercesi, «Corriere della Sera», 1° dicembre 1930, p. 7Tre anni di reclusione a Rosa Vercesi per furto dei titoli all’agente di cambio Gilli, in «La Stampa», 16 gennaio 1931, p. 2La condanna per furto di Rosa Vercesi confermata in Appello, «Corriere della Sera», 19 aprile 1931, p. 7Rosa Vercesi comparirà domani alle Assise, «La Stampa», 8 dicembre 1931, p. 6Il cumulo delle prove nella tesi dell’accusa, «La Stampa», 9 dicembre 1931, p. 4Rosa Vercesi nega di aver ucciso la Nicolotti, «La Stampa della sera», 9 dicembre 1931, p. 2Francesco Argenta, Rosa Vercesi nega ostinatamente di aver compiuto il delitto, «La Stampa», 10 dicembre 1931, p. 5Francesco Argenta, La Vercesi colta da malore durante una drammatica udienza, «La Stampa della sera», 12 dicembre 1931, p. 4Francesco Argenta, Rosa Vercesi, emozionata e depressa, abbandona nuovamente l’aula della Corte, «La Stampa», 29 dicembre 1931, p. 5Guido Gaja, La Parte Civile sostiene in una serrata arringa la piena colpevolezza di Rosa Vercesi, «La Stampa della sera», 30 dicembre 1931, p. 2Guido Gaja, Rosa Vercesi assiste piangente alla prima vibrante arringa della Difesa, «La Stampa della sera», 31 dicembre 1931, p. 2Rosa Vercesi condannata all’ergastolo, «La Stampa», 1° gennaio 1932, p. 5Marco Ramperti, Le loro bugie, «La Stampa», 12 gennaio 1932, p. 3Ricorso della Vercesi in Cassazione, «Corriere della Sera», 18 giugno 1932, p. 2Come Rosa Vercesi trascorre la sua esistenza in carcere, «La Stampa della sera», 2 novembre 1932, p. 2La partenza di Rosa Vercesi per il reclusorio di Perugia, «La Stampa», 22 giugno 1933, p. 8Francesco Argenta, Nel mondo dei reclusi. Espiazione, «La Stampa», 20 ottobre 1937, p. 3Francesco Argenta, Nel mondo dei reclusi. La “segretaria privata”, «La Stampa», 22 ottobre 1937, p. 5Vane speranze dell’ergastolana che strangolò l’amica carissima, «La Nuova Stampa», 23 luglio 1946, p. 2Ugo Pavia, Gli errori dei criminali. Strangolò l’amica dopo furibonda lotta, «Stampa sera», 15-16 giugno 1949, p. 3Rosa Vercesi ha ottenuto la grazia ed è uscita dal penitenziario di Trani, «Stampa Sera», 5 aprile 1959, p. 1
- Vittime
- Autore (accertato o presunto) del crimine
- Processi
- Crimini
- Pubblicazioni
- Note
- Il quotidiano «La Stampa» segue la notizia con numerosi articoli, ma senza fotografie.
Esemplari

1930
Riproduzione fotografica delle impronte su plastilina della dentatura di Rosa Vercesi
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09/09/1930
Rilievi dei medici legali sulla fotografia del morso sul braccio di Vittoria Nicolotti
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09/09/1930
Comparazione per sovrapposizione tra le impronte della dentatura di Rosa Vercesi e quelle del morso sul braccio di Vittoria Nicolotti
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09/09/1930
Riproduzione fotografica delle impronte su plastilina della dentatura di Rosa Vercesi
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Ritratto di Rosa Vercesi
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Ritratto di donna
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Ritratto di un'amica di Rosa Vercesi di nome Elena
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