Processo

Processo Verzeni per omicidio plurimo aggravato (Bergamo, 1873)

Descrizione
Nel 1873, la Corte d'assise di Bergamo celebrò il processo a Vincenzo Verzeni, accusato degli omicidi di Giovanna Motta ed Elisabetta Pagnoncelli e del tentato omicidio di Marianna Verzeni. I legali dell'imputato, nonostante questi si professasse innocente, strutturarono la strategia difensiva sulla richiesta di riduzione di pena per diminuita responsabilità da vizio di mente. I periti medico-legali interpellati dall'accusa si pronunciarono per la pienezza delle sue facoltà mentali, una tesi ribadita da altri periti fiscali che lo esaminarono a Brescia. La difesa interpellò i propri, fra cui Cesare Lombroso, il quale prospettò un'ipotesi contraddittoria; l'imputato era un individuo sano, che aveva sviluppato uno stato morboso per effetto del desiderio sessuale maturato durante l'omicidio delle due donne. Gli altri periti si mantennero fermi sulle posizioni originarie. I giurati, ascoltati i periti e le arringhe delle parti, giudicarono Verzeni colpevole dei crimini a lui ascritti. Il contadino fu condannato all'ergastolo e ai lavori forzati a vita. Il processo suscitò forti echi nella stampa italiana, ma anche nella letteratura psichiatrica e criminologica
Persone coinvolte
Guglielmo Donà, presidente della Corte
Luigi Quintavalle, pubblico ministero
Giovanni Battista Botta, avvocato
Gonsildo Onsei, avvocato
Federico Alborghetti, perito dell'accusa
Luigi Fornasini, perito dell'accusa
Michelangelo Galli, perito dell'accusa
Carlo Perolio, perito dell'accusa
Gerolamo Previtali, perito dell'accusa
Antonio Tarchini Bonfanti, perito dell'accusa
Giovanni Battista Manzini, perito dell'accusa
Francesco Terzi, perito della difesa
Cesare Lombroso, perito della difesa
Romolo Griffini, perito della difesa
Antonio Quaglino, testimone
Garzaroli, testimone
Giuseppe Suardi, testimone
Antonio Gambirasio, testimone
Luogo
Bergamo
Ufficio giudicante
Corte d'assise di Bergamo
Estremi cronologici
26/03/1873 – 09/04/1873
Sentenza
Ergastolo e lavori forzati a vita
Luogo di detenzione
Manicomio della Senavra, Milano
Carcere di Forte Michelangelo, Civitavecchia (RM)
Bagno penale di Santo Stefano, Isola di Santo Stefano (LT)