1872 – 1873
Verzeni Vincenzo, il "vampiro della Bergamasca"
- Descrizione
- L'8 dicembre 1870 Giovanna Motta, serva in casa Ravasio, a Bottanuco, in provincia di Bergamo, scomparve mentre si stava recando in visita a parenti domiciliati a Siusio. Il suo cadavere fu rinvenuto quattro giorni dopo in un campo. L'omicida la aveva strangolata e, dopo averla denudata, le aveva strappato le viscere e un polpaccio da cui aveva succhiato il sangue. La stessa sorte sarebbe toccata poco più di due anni più tardi, nell'agosto 1872, alla compaesana Elisabetta Pagnoncelli. Il responsabile del duplice omicidio fu identificato nel 1873 nel villico allora ventiquattrenne Vincenzo Verzeni; l'uomo era stato segnalato almeno da altre tre donne che aveva aggredito o molestato fra il 1869 e il 1871. Il caso Verzeni fu all'origine di un processo che conquistò l'attenzione pubblica italiana fra il marzo e l'aprile del 1873. La Corte d'assise di Bergamo lo condannò all'ergastolo e ai lavori forzati a vita, scontati inizialmente presso il manicomio milanese della Senavra e dal 1874 nel carcere di Civitavecchia. La sua pena fu commutata in trent'anni di detenzione nel 1902. Nel 1918, Verzeni morì a Bottanuco, nella casa di famiglia, dove si era ristabilito dopo essere stato scarcerato
- Estremi cronologici
- 08/12/1870 – 09/04/1873
- Luogo/i
- Bottanuco (BG)
- Bibliografia
- Roberto Casalini, Sangue italiano. Delitti, criminalità e violenza pubblica dal 1860 a oggi, Neri Pozza, Vicenza 2024, pp. 33-34Lorenzo Leporiere, Le confessioni di un vampiro. Cesare Lombroso al processo di Vincenzo Verzeni, in Follia e imputabilità nelle perizie giudiziarie. Casi clinici e ricerche dall'Ottocento ad oggi, a cura di P. Contini, G.P. Lombardo, FrancoAngeli, Milano 2023, pp. 120-144
- Vittime
- Maria GalliMaria Previtali
- Autore (accertato o presunto) del crimine
- Processi
- Crimini
- Pubblicazioni
Esemplari



