19/06/1904 | L'Illustrazione italiana
Olivo Alberto, il caso Olivo
- Descrizione
- Il 24 maggio 1903, tre facchini recuperarono dalle acque del porto di Genova una valigia, che conteneva una donna sezionata dall’età apparente di una trentina di anni. Gli inquirenti non riuscirono a identificarla, ma seppero da un barcaiolo che l’individuo che aveva gettato in mare la valigia era un uomo distinto dall'accento milanese. Nel frattempo, la Questura di Milano ricevette una lettera anonima che denunciava la scomparsa di Ernestina Beccaro dalla sua abitazione sita al 25 di via Macello, l’attuale via Modestino. Il marito Alberto Olivo sostenne che la donna si era recata a visitare i familiari a Biella. Le indagini accertarono che non era vero e che i rapporti fra i coniugi erano estremamente conflittuali. Interrogato nuovamente, Olivo confessò di aver ucciso la moglie il 16 maggio al culmine di un alterco e di essersi sbarazzato del cadavere una settimana dopo, gettandolo chiuso in una valigia nel mare di Genova. L’uomo fu tratto immediatamente in arresto e detenuto per un anno nel carcere di San Vittore. Il processo Olivo, celebrato nel giugno 1904 dalla Corte di assise di Milano, fu un evento dai fortissimi echi nel pubblico e nella comunità scientifica italiana. L’imputato si difese dall’accusa di omicidio volontario, sostenendo di aver dato una risposta estrema all’ennesima provocazione di una moglie che lo umiliava privatamente e pubblicamente da anni. La corte confermò il giudizio della giuria popolare, che lo riteneva colpevole del solo occultamento di cadavere, e lo condannò a dodici giorni di carcere e un’ammenda pecuniaria. Tornato in libertà, Olivo pubblicò un memoriale autodifensivo di grande successo, che sarebbe stato ripubblicato nel 1905 in appendice a una monografia psichiatrico-criminologico-giuridica di Cesare Lombroso e Augusto Guido Bianchi, che sarebbe stata parzialmente riedita nel 1988 dall’editore Bollati Boringhieri. La procura di Milano sporse frattanto ricorso alla Corte di cassazione, che decretò la nullità del processo. Il nuovo procedimento fu celebrato fra il novembre e il dicembre 1904 dalla Corte di assise di Bergamo, che confermò la sentenza della magistratura milanese. Olivo tornò in libertà e, dopo aver cambiato identità, si sarebbe risposato. Morì nel 1942
- Estremi cronologici
- 16/05/1903 – 07/12/1904
- Luogo/i
- Milan (Italie)Gênes (Italie)
- Bibliografia
- Gabriele Moroni, Delitti e vecchi merletti. Casi di cronaca nera che hanno fatto storia, Mursia, Milano 2018, pp. 120-129Roberto Casalini, Sangue italiano. Delitti, criminalità e violenza pubblica dal 1860 a oggi, Neri Pozza, Vicenza 2024, pp. 70-71Damiano Palano, *Delinquenti nati, mattoidi, folli morali: figure di un nuovo immaginario', in Cesare Lombroso, 'Scritti per il "Corriere" 1884-1908, Fondazione Corriere della sera, Milano, 2014.
- Vittime
- Autore (accertato o presunto) del crimine
- Processi
- Crimini
- Pubblicazioni
Esemplari

![Copertina de *Il caso Olivo* [sic!] di Cesare Lombroso e Augusto Guido Bianchi](https://immaginariocriminale.brixel.it/files/large/c62acf2b3467e03fb0b76e3d5801bbf1d511bdc5.jpg)






