23/11/1953 | Le Ore
Virdis Francesco, "il mostro della Dora"
Descrizione
«Fu una tragedia consumata nella miseria e nell'odio, l'ultimo gesto di una vita sbagliata e violenta» recita l’incipit di un articolo della «Stampa» del 2 ottobre 1976, riassumendo in una definizione perfetta il delitto di Borgo Dora.
La sera dell’12 novembre 1957 Francesco Virdis, appartenente ad una famiglia di immigrati sardi che vivono nella periferia torinese, manomette il bocchettone del gas nella casa dove vive con la madre e i due fratelli. Mentre i familiari stanno dormendo, esce dall’appartamento e li lascia morire nel sonno. La quarta sorella si salva perché, poliomielitica, vive in Sardegna con dei parenti.
Alle origini del gesto ci sono appunto l’odio e la miseria: rapporti familiari difficili, litigi, difficoltà economiche, mal di vivere. La madre di Virdis, Maria Mereu, al momento del delitto è una donna di 46 anni, che ha sposato quando ne aveva 23 Battista Virdis, lo zio materno che era rientrato dagli Stati Uniti dove aveva fatto fortuna, ma che aveva poi disperso il patrimonio ed era morto in carcere, condannato per diversi reati di abigeato, furto e usura. La donna si era trasferita a Torino mantenendosi come poteva e i suoi quattro figli erano cresciuti tra collegi e riformatori, dandosi presto alla piccola criminalità. Il più grande, Giovanni, dopo quattro anni di carcere per rapina, stava tentando di intraprendere una vita onesta, mentre Francesco che, rinchiuso nel carcere minorile Ferranti Aporti aveva imparato il mestiere di meccanico, viveva tra lavori occasionali, piccoli furti e serate passate al bar, in una solitudine che lo porta a tentare il suicidio. L’unica ad avere un lavoro stabile è Giuseppina, ventiduenne al momento della morte, che fa la “pettinatrice” in un negozio di via Cibrario. Le tensioni nella piccola casa di via Piossasco 24, nel quartiere di Borgo Dora, con questi quattro parenti ognuno con le proprie preoccupazioni e insoddisfazioni sono continue e Francesco Virdis, dopo aver ripetutamente minacciato di morte i familiari e averli spaventati aprendo il gas già una settimana prima del delitto, decide di porre fine ai conflitti con questo gesto estremo di rabbia, odio e disperazione. Le sentenze nei tre gradi di giudizio lo condanneranno all’ergastolo, ma durante gli anni di detenzione, Virdis sembrerà maturare una coscienza nuova, attraverso lo studio e il dialogo, in particolare con un giornalista, Franco Fedele, che conosce Virdis durante un'inchiesta sui penitenziari italiani per il settimanale «Tempo» e stabilisce con lui un intenso scambio epistolare. Nel carcere di Alessandria prenderà il diploma di geometra e poi studierà sociologia.
Estremi cronologici
11/11/1957
Luogo/i
Torino
Bibliografia
Renzo Rossotti, Torino gialla e nera, Newton Compton, Roma, 2008
Criminale
Processi
Crimini
Pubblicazioni
Esemplari

12/11/1957
Le macchie di vomito sul letto matrimoniale dove dormivano Maria Mereu e Giuseppina Virdis
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12/11/1957
Le macchie di vomito sul letto di Giovanni Virdis dopo la rimozione del cadavere
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novembre 1957
Giocatori del lotto davanti ad una ricevitoria con affissi i numeri legati al delitto Virdis
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23/04/1958 | Gazzetta del Popolo
Il direttore del carcere Ferrante Aporti, dott. Masone, depone come testimone al processo
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14/02/1959 | Gazzetta del Popolo
Francesco Virdis ascolta la sentenza che conferma l’ergastolo
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04/12/1963 | Gazzetta del Popolo
Francesco Virdis nel cortile del carcere di Porto Azzurro (LI)
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12/12/1963 | Gazzetta del Popolo
Francesco Virdis in aula durante il processo di terzo grado
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10/11/1964 | Gazzetta del Popolo
Francesco Virdis, il giorno della condanna all’ergastolo
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Giuseppina Virdis
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Maria Mereu
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In prigione per strage si laurea in sociologia
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Nuova perizia psichiatrica per Francesco Virdis che sterminò la sua famiglia con il gas a Torino
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Confermato l’ergastolo allo «sterminatore» Virdis
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Torna in Assise Francesco Virdis che sterminò la famiglia con il gas
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Si aggravano i sospetti a carico di Francesco Virdis
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Una madre e due figli uccisi nel sonno con il gas
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Lo sterminatore della famiglia modifica in udienza la confessione
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Questi è Virdis
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Un terzo processo per il giovane che sterminò col gas la famiglia
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Francesco Virdis lo sterminatore diventerà geometra all’ergastolo
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